L’idea utopica di scrivere la mia autobiografia ha trovato concretezza nella realizzazione del libro “IL PROFUMO DELLE MELE COTOGNE” una storia autobiografica dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, dalla montagna alla città di un camuno di Santicolo di Corteno Golgi – Alta Vallecamonica, nonostante fossi scettico sulla mia capacità di tradurre per iscritto tutti i ricordi di una vita intera.

 

La mia Storia

 

 

Quando mi è stato proposto da Ludovica Danieli, collaboratrice scientifica della Libera Università della Autobiografia di Anghiari (Arezzo), di scrivere la mia autobiografia ho esitato: non sapevo neppure da che parte cominciare, ma Lei mi sollecitava e ho deciso quindi di lasciarmi convincere. Preziosa e determinante è stata la sua direzione  e collaborazione.

La mia è la storia di un uomo di settant’anni che nella sua semplicità ha vissuto e continua a vivere esperienze altrettanto semplici ma ricche di valori umani a cui non verrà mai meno e che lo rendono felice.

Un giorno, adolescente, lasciai mio malgrado, il paese natio per emigrare in città alla ricerca di un lavoro.

Da quel giorno ho scoperto nuovi mondi, ma non ho variato il mio modo di essere: le radici hanno ancora per me un valore inestimabile ed è per questo che, spinto dalla grande nostalgia dei miei luoghi natali, delle mie montagne e della mia gente, vi faccio ritorno costantemente e vi trascorro la maggior parte dell’anno.

Ciò che mi ha spinto a raccontarmi è il desiderio che le cose qui narrate, seppure nella loro semplicità, continuino a vivere e non vadano perse in primo luogo per mio figlio e nipoti e con la speranza che possano costituire, anche per altre persone, documentazione interessante di un tempo passato: un tempo che tanto ci ruba ma che restituisce ricordi incancellabili nella nostra mente e nel nostro cuore, anche grazie alle preziose testimonianze di chi ci ha preceduto.

Non ho la presunzione che la mia narrazione possa interessare tutti, ma avrei raggiunto piena soddisfazione se sapessi che ha procurato piacere ad almeno una persona che leggendola l’abbia compresa.

 

                                       

                                      Giacomo